Microbiotica e Dieta

Il microbiota, ossia l’insieme dei batteri che colonizzano l’intestino umano, sembra giocare un ruolo fondamentale per il successo di una dieta.
Di Marco Marchetti Il microbiota che popola l’intestino umano svolge un ruolo chiave in molti processi fisiologici.
Già da tempo sono note le sue influenze sul sistema immunitario e sulla sintesi di alcune vitamine.
Ultimamente però l’attenzione si sta focalizzando sul rapporto tra microbiota e dieta. Sempre più studi hanno dimostrato una netta corrispondenza tra il microbiota ed i processi di assimilazione di nutrienti. L’organismo umano infatti non ha la capacità di metabolizzare tutti i polisaccaridi introdotti, mentre il pool enzimatico di alcuni ceppi batterici mostra, in questo senso, una spiccata attività.
Da ciò scaturisce un maggior introito di monosaccaridi (zuccheri semplici) ed acidi grassi a catena corta per il soggetto ospitante. In particolare due phyla di batteri, i Bacteroidetes ed i Firmicutes, sembrano essere quelli maggiormente implicati in questi processi. I Firmicutes, che colonizzano maggiormente l’intestino di soggetti obesi, hanno dimostrato una capacità maggiore rispetto ai Bacteroidetes di estrarre energia dal cibo ingerito principalmente metabolizzando alcuni polisaccaridi. Se da un lato i diversi Phyla influenzano il peso del soggetto, è altrettanto vero che il peso del soggetto determina una maggiore presenza di una specie a discapito dell’altra.
Infatti, alcuni studi hanno dimostrato come, in soggetti obesi sottoposti ad una terapia alimentare ipocalorica, il genere Firmicutes (quello con maggiore capacità di degradare polisaccaridi) si riduca a beneficio dei Bacteroides.
Quando però gli stessi soggetti riprendono le consuete abitudini alimentari, sono i Bacteroidetes a diminuire a tutto vantaggio dei Firmicutes e dell’incremento di peso. Il rapporto tra questi due phyla sembra implicato anche nei processi infiammatori cronici di basso grado. Questi ultimi infatti sono correlati ad un aumento di insulino resistenza dovuto ad una squilibrata produzione di acidi grassi a catena corta. Una maggior presenza di Firmicutes si traduce infatti in una maggior sintesi di acetato e diminuita produzione di butirrato. La maggior presenza di acetato è stato messa in correlazione a fenomeni di insulino resistenza ed a livelli più elevati di infiammazione cronica di basso grado.
Oltretutto una maggior sintesi di acetato sembra essere legata anche ad un aumento della grelina ed al conseguente incremento del senso di fame del soggetto.
Si può dedurre quindi che, aumentando il phyla Firmicutes a scapito del phyla Bacteroidetes, possa aumentare la sintesi di acetato con il conseguente svilupparsi di fenomeni di insulino resistenza e si possa avere un incremento di peso del soggetto dovuto anche ad un maggior appetito.
Modulare la presenza, tra gli altri, di questi due phyla, sembrerebbe essere la chiave per un maggior successo della terapia dietologica. A questo proposito uno studio dell’università di Tor Vergata pubblicato lo scorso anno ha
dimostrato come, attraverso l’utilizzo costante e continuativo di un particolare integratore,siano stati conseguiti risultati migliori in termini di perdita di peso oltre a modulare in senso positivo l’umore dei soggetti inseriti nello studio. Infatti i soggetti cui era stato somministrato il probiotico hanno dimostrato un maggiori calo ponderale a fronte di un netto miglioramento del profilo psicologico valutato attraverso diversi test psicometrici quali il BUT, relativo al disagio corporeo, la??EDI2, relativo al comportamento alimentare, e l’IC, relativo alla percezione  corporea. Quindi, riassumendo, possiamo affermare che l’utilizzo costante e continuativo di un particolare probiotico sembra essere in grado di influenzare positivamente la composizione del microbiota, modulando sia l’assunzione di nutrienti che il quadro psicologico del soggetto.
Calibrare un corretto regime alimentare, ed abbinare un valido integratore di probiotici appare, alla luce degli ultimi studi, la soluzione migliore nella lotta al sovrappeso ed all’obesità.
Tag: Microbiota, Dieta, Probiotico -Can chronic probiotic intake modulate psychological profile, gut microbiota and
body composition of women affected by normal weight obese syndrome and obesity A double blind randomized clinical trial. Authors: Antonino De Lorenzo1*, Santino Gaudio1*, Giuseppe Merra2, Paola Gualtieri1,
Silvia Barrucco1, Massimiliano Marchetti3, Dimitrios Varvaras4, Laura Di Renzo1 N.H. Marco dott. Marchetti
Farmacista N. Ordine 11352 Giornalista Pubblicista N. Ordine 159009 Biologo Nutrizionista N.Ordine AA_078443
Spec.do Scienza dell’alimentazione Consulente Nutrizionista presso:

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