COME UN PROFUMO PUO’ CONTRIBUIRE ALLA SALUTE
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  1. Fonti storiche e generali …………………………………………………………………………………………………………………………………………….. 17
  2. Profumeria monastica e galenica ……………………………………………………………………………………………………………………………… 17
  3. Convegno del 20 maggio 2025 – Roma …………………………………………………………………………………………………………………… 17
  4. Letteratura galenica e manuali tecnici …………………………………………………………………………………………………………………….. 17
  5. Studi contemporanei e approccio clinico ………………………………………………………………………………………………………………… 17

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Introduzione
Nel contesto della promozione della salute e del benessere psicofisico, il ruolo del farmacista si sta
progressivamente ampliando, includendo non solo l’ambito terapeutico tradizionale, ma anche l’educazione alla
prevenzione e all’uso consapevole di strumenti complementari.
Tra questi, i profumi e le essenze aromatiche – in particolare sotto forma di oli essenziali – stanno assumendo un
ruolo sempre più rilevante nel supporto alla salute mentale ed emozionale attraverso l’aromaterapia.
Il profumo non è solo un prodotto cosmetico, può essere considerato “componente funzionale di benessere.

  1. Benefici sulla “salute emotiva”
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    L’olfatto è direttamente collegato al sistema limbico, la parte del cervello responsabile delle emozioni, della
    memoria e della risposta allo stress. L’esposizione a determinati stimoli olfattivi può, quindi, influenzare il tono
    dell’umore, la qualità del sonno, la concentrazione.
    Alcuni aromi, se correttamente impiegati, possono esercitare un effetto rilassante, stimolante o riequilibrante. Tra
    i più noti:
     Lavanda: riduce ansia, nervosismo e favorisce il sonno.
     Agrumi (arancia dolce, limone): migliorano l’umore e riducono la fatica mentale.
     Menta piperita: aumenta la concentrazione e può alleviare il mal di testa.
  2. Benefici respiratori
    Alcuni profumi, soprattutto quelli balsamici (eucalipto, pino, niaouli), possono aiutare a liberare le vie respiratorie
    e alleviare sintomi di congestione nasale. Questi effetti sono particolarmente utili in caso di raffreddore o lievi
    affezioni respiratorie. Tuttavia, è fondamentale valutare caso per caso, specialmente in soggetti asmatici o
    allergici.
  3. Supporto al benessere quotidiano
    L’utilizzo di fragranze naturali può migliorare il tono dell’umore, contrastare la stanchezza emotiva e contribuire
    alla gestione dello stress quotidiano. In questo senso, il profumo diventa uno strumento di prevenzione e
    supporto, integrabile in percorsi di benessere globale.
  4. Cautela nell’uso
    Il farmacista sottolinea che:
     Non tutti i profumi sono benefici: molte fragranze sintetiche possono contenere allergeni o sostanze
    irritanti.
     Gli oli essenziali devono essere usati con attenzione, diluiti adeguatamente e mai ingeriti senza indicazione
    medica.
     Particolare cautela è richiesta in caso di gravidanza, allattamento, età pediatrica o patologie respiratorie.
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     La formulazione di un profumo richiede la stessa precisione tecnica di un prodotto cosmetico o
    terapeutico.
    Il profumo, in ambito farmaceutico, dall’antichità ai giorni nostri: un viaggio tra tradizione e innovazione.

La storia dei profumi in ambito farmaceutico è ricca e affascinante, passando da rituali religiosi e curativi
dell’antico Egitto fino all’aromaterapia e alla formulazione di medicinali come veicolo di benessere
Antico Egitto (3000-1000 a.C)
Figura 1: Rlievo di offerta di profumi nei templi
Uso: profumi come rimedi e rituali religiosi; oli aromatici per mummificazione.
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Preparati noti: KYPHI (incenso rituale) – miscela galenica di resine, miele, vino e piante.
Altri esempi: Susinum, Cyprinum, Mendesian
Le fragranze si fondavano su basi grasse (olio di Moringa) gli egizi sono stati i primi a codificare i profumi su base
olerosa
Contenitori: piccoli vasi in alabastro, pietra o ceramica; spesso decorati con motivi simbolici, sigillati per conservare
le proprietà terapeutiche.
Fonti: Papiri medici (Ebers, Kahun) e affreschi tombali.
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Grecia arcaica (800–500 a.C.)
Figura 2: Alabastron attico per oli profumati attribuito al “Persephone Painter. La figura femminile
porge un vaso più piccolo: gesto di offerta del profumo
Preparati noti: elaia hedysmata (olio profumato) myra (unguento). Preparati base a partire da olio d’oliva, in cui
venivano macerate piante e fiori.
Ingredienti comuni: iris, rosa maggiorana, mirto. Timo, cannella, nardo
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Figura 3: Aryballos protocorinzio – Grecia arcaica (700–675 a.C.). Piccolo vaso in terracotta decorato,
usato per contenere oli profumati come l’elaion iris (olio all’iris). Tipico dei giovani atleti, dei nobili e
delle cerimonie rituali. Provenienza: Corinto
Ottenevano un olio profumato (elaion iris, ἔλαιον ἴριδος) tramite macerazione del rizoma essiccato di iris in olio
d’oliva, spesso accompagnato da incenso, mirra, miele o resine come fissativi .
Nella tradizione greca antica, l’iris era considerata una delle essenze più pregiate. Il suo uso era particolarmente
celebrato a Corinto, assieme a regioni come Macedonia ed Elide, per la produzione di unguenti e oli aromatici.
Teofrasto– (Grecia classica / ellenistica 400-301 a.C.) – il primo teorico della profumeria greca
 Autore di “De Odoribus”, trattato sugli odori
 Descrive tecniche come l’enfleurage a caldo (macerazione di fiori in olio)
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 Spiega che la qualità dell’olio (soprattutto di oliva) influenza la fragranza
Medioevo (XII–XIV secolo)
Figura 4: Le spezierie (dal latino speciarius = venditore di spezie e droghe) erano gestite da monaci, medici o profumierierboristi).
Contenitori in maiolica, albarelli, ampolle.
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Preparati nelle spezierie medievali
 Acque aromatiche: come acqua di rose, acqua di lavanda, acqua di mirto
 Unguenti profumati: a base di cera d’api, resine e oli essenziali
 Profumi sacri: da bruciare negli incensieri o da usare durante le messe
 Distillati terapeutici: gli antenati di colonie e lozioni
Preparato noto attribuito agli speziali della corte di Elisabetta d’Ungheria, regina nel XIVsecolo (attorno al 1370)
Acqua della regina d’Ungheria distillato a base di rosmarino, a volte con lavanda, menta, timo e fiori d’arancio
utilizata come cosmetico e deodorante e terapeuticamnete contro reumatismi e svenimenti.
Compendium Aromatariorum (sec. XV), raccolta di formule galeniche e aromatiche usata nelle spezierie medievali,
dove compare la ricetta dell’Aqua Reginae Hungariae..

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Rinascimento (XV-XVI sec.)
Durante il Rinascimento, le spezierie si trasformano da laboratori monastici a botteghe cittadine: il sapere erboristico
si unisce a Alchimia, arte profumiera e scienza medica.
Aqua mirabilis (cioè “acqua meravigliosa”) Considerata la prima vera acqua profumata alcolica del Rinascimento.
A base di rosmarino, lavanda e agrumi, veniva usata come tonico e profumo. Le sue formule compaiono in testi
del XVI secolo, come il Donno Alessio Piemontese e il Rosetti. È considerata il prototipo della moderna “Acqua di
Colonia”, sviluppata poi nel XVIII sec. da Giovanni Paolo Feminis a Colonia (da cui il nome).
Giovanni Ventura Rosetti, Notandissimi secreti de l’arte profumatoria, Venezia, 1555. Considerato il primo
manuale moderno di profumeria europea.
Figura 5: Interno storico con alambicchi e vasi in legno
Nel 1660, l’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella viveva un periodo di grande splendore. Anche se
le sue origini risalgono al 1221, fu proprio nel XVII secolo, e in particolare intorno al 1612–1660, che l’Officina
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assunse un carattere ufficiale e prestigioso, affermandosi come un punto di riferimento in Europa per la
produzione di profumi, unguenti e rimedi naturali.
Preparati
 Acqua di rose: tonificante e antisettica.
 Acqua di Santa Maria Novella: tonico digestivo e rinfrescante a base di erbe.
 Acqua di melissa: calmante per nervi e cuore.
 Acqua della Regina: creata per Caterina de’ Medici nel 1533, ancora in produzione. Ed Unguenti profumati,
incensi e saponi naturali

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XVII secolo (Barocco)
Figura 6: elegante flacone d’ispirazione barocca
La profumeria diventa lusso di corte: Caterina de’ Medici aveva già aperto la via, ora i profumi diventano veri
oggetti di status.
L’Acqua della Regina viene esportata a Parigi e in Europa. Nascono i profumi multiuso come l’Acqua Mirabilis, usati
anche a scopo medico.
I vasi diventano sempre più raffinati: maioliche smaltate, vetri soffiati veneziani, boccette in cristallo.
Si diffonde l’uso di essenze esotiche (ambra, muschio, spezie orientali).

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XVIII secolo (Illuminismo)
Figura 7: Apparecchio di distillazione per oli essenziali – Francia, fine XVIII sec. Incisione tratta da un manuale tecnico illuminista.
Nel XVIII secolo Cresce l’interesse per la chimica e la distillazione scientifica.
I profumi si separano sempre più dalla medicina e diventano oggetti cosmetici e culturali.
L’Officina di Santa Maria Novella sviluppa ricette più stabili e complesse, conservando l’artigianalità.
I flaconi sono eleganti, in vetro lavorato, spesso con etichettature artistiche.
Nascono le prime confezioni da viaggio e i set da toeletta.
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Figura 8: interno di laboratorio profumiero-industriale XIX secolo.Inizio era dei composti sintetici e produzione su larga scala
(Età industriale): (Dal XVIII secolo alla fine del XIX – inizi XX secolo)
Nascono le prime case profumiere moderne (come Guerlain), ma Santa Maria Novella resta artigianale e d’élite.
Introduzione di essenze sintetiche: nascono molecole artificiali come la vanillina (1874), il nitromuschio e l’aldeide
C12, fondamentali nei profumi moderni, ma l’Officina mantiene la produzione botanica tradizionale.
I contenitori ora sono industriali per il largo consumo, ma per l’élite si usano ancora flaconi artistici.
Profumi su misura: si comincia a creare fragranze personali per i

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XX e XXI secolo
Figura 9: XXI secolo – Laboratorio profumiero moderno
L’Officina diventa un marchio storico di lusso internazionale, mantenendo metodi artigianali del passato.
Restano celebri le fragranze storiche: Acqua di Colonia, Melograno, Fresia, ecc.
I vasi e le bottiglie sono spesso repliche degli originali rinascimentali o barocchi, in vetro smerigliato o ceramica
decorata.
Il marchio si lega alla memoria culturale fiorentina e alla sostenibilità botanica a sostenibilità botanica cioè la
capacità di utilizzare le piante in modo rispettoso dell’ambiente, delle persone e delle culture. In farmacia e
profumeria, significa scegliere ingredienti naturali coltivati con metodi etici, tracciabili e non dannosi per
l’ecosistema.

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Bibliografia

  1. Fonti storiche e generali
     Micali, F. “Storia dei profumi: dall’Antico Egitto al Rinascimento”, Firenze, 2010.
     Caldini, G., “Mondi olfattivi: la profumeria monastica e la galenica medievale”, Roma, 2015.
     Ferrari, L. “Tra sacro e farmaceutico: l’evoluzione delle acque profumate in Europa”, Bologna, 2018.
  2. Profumeria monastica e galenica
     Bianchi, M. “Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella: arte e scienza”, Milano, 2021.
     Verdi, A. & Rossi, V. “Galenica farmaceutica e preparazioni aromatiche tra Medioevo e Età Moderna”, Padova,
    2023.
  3. Convegno del 20 maggio 2025 – Roma
     Atti del Convegno Nazionale “Olfatto e cura: la galenica dei profumi”, Roma, 20 maggio 2025 (a cura di
    Dipartimento di Farmacia, Università di Roma “La Sapienza”).
  4. Letteratura galenica e manuali tecnici
     Galenus, C. “De compositione medicamentorum per genera” (trad. e commento moderno), Roma, 2012.
     Lancisi, P. “Manuale di galenica farmaceutica: formulazioni classiche e moderne”, Torino, 2020.
  5. Studi contemporanei e approccio clinico
     Esposito, R. et al., “Valutazione clinica degli oli essenziali in preparazioni galeniche,” in Journal of Phytotherapy,
    vol. 12, 2024.
     Mariani, S., “Cosmesi galenica: tradizione e innovazione dalle spezierie storiche alla farmacia 4.0”, Padova, 2022.
    🔹 Nota: gli Atti del Convegno del 20 maggio 2025 rappresentano una fonte essenziale per inquadrare il tema nel
    contesto contemporaneo, unendo tradizione storica e riflessione clinica. A cura della dott.ssa A. Spagna