Cuore, movimento e longevità:prevenire significa prendersi cura
Cuore, movimento e longevità:prevenire significa prendersi cura

Riflessioni da una giornata dedicata a salute cardiovascolare, attività fisica e longevità

Partecipare a una giornata di approfondimento dedicata a salute cardiovascolare, attività fisica e longevità è stata un’occasione per riflettere su un tema che riguarda da vicino anche la nostra professione: la prevenzione.

Come farmacisti siamo quotidianamente a contatto con persone di ogni età, con abitudini, condizioni di salute e fattori di rischio differenti. Fumo, sedentarietà, alimentazione, stress, pressione arteriosa, glicemia e colesterolo sono tutti elementi che contribuiscono, in modo diverso, al rischio cardiovascolare.

Uno dei messaggi che più mi ha colpito è stato semplice ma efficace: lo sport fa bene, ma non sempre “di più” significa “meglio”.

Muoversi sì, ma nel modo giusto

L’attività fisica regolare è uno dei principali strumenti di prevenzione delle malattie croniche e cardiovascolari. Ma non esiste un esercizio adatto a tutti nello stesso modo.

Età, condizioni cliniche, stato psicofisico, livello di allenamento e obiettivi personali devono essere presi in considerazione.

Da qui l’importanza di uno sport modulato sulla persona e, quando necessario, di uno screening medico-sportivo anche sotto il profilo cardiovascolare.

La visita medico-sportiva non dovrebbe quindi essere vista soltanto come il passaggio necessario per ottenere un certificato, ma anche come un’occasione di medicina preventiva.

Dalla raccomandazione alla prescrizione dell’esercizio

Il futuro sembra andare sempre più verso un approccio clinico all’attività fisica: non soltanto il generico consiglio di “muoversi di più”, ma programmi costruiti in base alle caratteristiche della persona.

In questa direzione va anche l’Atto Senato n. 287, dedicato all’introduzione dell’esercizio fisico come strumento di prevenzione e terapia all’interno del Servizio sanitario nazionale.

L’idea è importante: arrivare progressivamente a considerare il movimento quasi come una prescrizione, definendone dose e caratteristiche.

Un modello utilizzato nella prescrizione dell’esercizio è il FITT-VP: frequenza, intensità, tempo, tipologia, volume e progressione. Non conta quindi soltanto quanto ci muoviamo, ma anche come lo facciamo.

Il mito dei 10.000 passi

Il famoso obiettivo dei 10.000 passi al giorno può essere utile come stimolo, ma non rappresenta una soglia magica sotto la quale il movimento non serve.

Le evidenze mostrano benefici già con quantità inferiori di passi. Il messaggio più utile è quindi un altro: ogni passo in più rispetto alla sedentarietà può contare.

E i passi sono soltanto una parte dell’attività fisica.

Aerobica e allenamento contro resistenza

Per una buona salute non dovremmo pensare soltanto alla camminata.

L’attività aerobica – come camminare a passo sostenuto, correre, pedalare o nuotare – coinvolge in maniera importante cuore, circolazione e apparato respiratorio.

La capacità dell’organismo di assumere, trasportare e utilizzare ossigeno durante l’esercizio è alla base della fitness cardiorespiratoria.

Accanto al lavoro aerobico è importante anche l’allenamento contro resistenza, cioè l’esercizio destinato a sviluppare e mantenere forza e massa muscolare.

Aerobica e forza non sono quindi alternative: si completano.

Anche una passeggiata dopo i pasti può avere un significato

Un altro aspetto interessante riguarda il rapporto tra movimento e metabolismo del glucosio.

I muscoli rappresentano un importante sito di utilizzazione del glucosio e di deposito del glicogeno. Quando camminiamo, i muscoli delle gambe – compresi quelli del polpaccio – vengono attivati e aumentano la loro richiesta energetica.

Per questo anche interrompere la sedentarietà e fare una passeggiata dopo un pasto può rappresentare una semplice abitudine favorevole al metabolismo.

Non sempre, quindi, prevenzione significa compiere grandi imprese sportive: può iniziare anche da piccoli gesti ripetuti ogni giorno.

Movimento, fumo, stress e stile di vita

L’attività fisica non può essere considerata isolatamente.

Prevenire il rischio cardiovascolare significa lavorare contemporaneamente su più fronti: alimentazione, fumo, pressione arteriosa, metabolismo, sonno, stress e sedentarietà.

La dieta mediterranea rimane un modello di riferimento, così come resta fondamentale evitare il fumo.

Il movimento entra quindi in una visione più ampia della salute, nella quale non esiste un singolo gesto miracoloso, ma una somma di comportamenti mantenuti nel tempo.

Exerkine: il corpo comunica quando ci muoviamo

Tra gli argomenti più affascinanti affrontati durante la giornata ci sono state le exerkine.

Sono molecole e segnali biologici la cui produzione o concentrazione viene modificata dall’esercizio fisico.

Muscolo, cuore, fegato, tessuto adiposo e altri organi partecipano a questa comunicazione.

In termini semplici, quando ci muoviamo non stiamo soltanto consumando calorie: stiamo provocando una risposta biologica che coinvolge l’intero organismo.

Dragon Boat: quando lo sport diventa anche condivisione

Particolarmente significativa è stata anche l’esperienza del Dragon Boat, ricordata come esempio di come lo sport possa assumere un valore che va oltre l’allenamento.

Nelle esperienze legate alla malattia e alla riabilitazione, praticare un’attività insieme significa ritrovare fiducia, obiettivi, socialità e senso di appartenenza.

Lo stesso vale per il rapporto tra sport e trapianto: dietro ogni trapianto ci sono donatori e famiglie che rendono possibile una nuova possibilità di vita.

Lo sport può diventare così riabilitazione, aggregazione e testimonianza.

Tecnologia e digital coaching

Anche la tecnologia avrà probabilmente un ruolo crescente.

Smartwatch, applicazioni, dispositivi indossabili e programmi di digital coaching permettono già oggi di misurare attività, frequenza cardiaca e altri parametri e possono aiutare alcune persone a mantenere nel tempo comportamenti più attivi.

Il futuro potrebbe quindi essere sempre più personalizzato e clinico: dati, movimento, prevenzione e professionisti della salute che lavorano insieme.

Il ruolo del farmacista

Come farmacisti possiamo contribuire alla cultura della prevenzione attraverso l’ascolto, l’informazione e l’orientamento.

Possiamo ricordare l’importanza dei controlli, degli screening, dell’aderenza alla terapia e dei corretti stili di vita, senza sostituirci alle figure chiamate a prescrivere e supervisionare l’esercizio nei soggetti che necessitano di una valutazione clinica.

Farmaco e movimento non devono essere visti come mondi contrapposti. Entrambi possono far parte, quando appropriati, di un percorso che mette al centro la persona.

La vera sfida della longevità non è soltanto vivere più anni, ma riuscire a viverli mantenendo il più possibile autonomia, capacità fisica e benessere psicologico.

Il messaggio che porto con me da questa giornata può essere riassunto così: muoversi fa bene, ma farlo nel modo giusto fa ancora meglio.

Prendersi cura del cuore significa anche imparare a conoscere il proprio corpo e costruire, giorno dopo giorno, uno stile di vita più attivo e consapevole.

Bibliografia e riferimenti

• Convegno “Cuore, attività fisica e longevità: dalla prescrizione dell’esercizio alle nuove evidenze 2024-2025”, Roma, 3 ottobre 2026.

• Senato della Repubblica, Atto Senato n. 287, XIX Legislatura – Disposizioni recanti interventi finalizzati all’introduzione dell’esercizio fisico come strumento di prevenzione e terapia all’interno del Servizio sanitario nazionale.

• World Health Organization, Guidelines on physical activity and sedentary behaviour e documenti sull’attività fisica e la prevenzione delle malattie croniche.

• American College of Sports Medicine, principi per la prescrizione dell’esercizio e modello FITT-VP.

• European Society of Cardiology, linee guida e documenti in materia di attività fisica, sport e prevenzione cardiovascolare.

• Paluch A.E. et al., studi sull’associazione tra numero di passi quotidiani e mortalità, JAMA Network Open.

• Letteratura scientifica sul ruolo delle exerkine e sugli interventi di digital health/digital coaching nella promozione dell’attività fisica.

Cuore, movimento e longevità