LA FARMACIA DEI SERVIZI
LA FARMACIA DEI SERVIZI

LA FARMACIA DEI SERVIZI

Il farmacista è da sempre una figura di riferimento per i cittadini: non solo un distributore di farmaci, ma una guida e un confidente per i pazienti che ogni giorno si recano in farmacia.

Un recente sondaggio realizzato da Ipsos per la Fofi (Federazione Ordini Farmacisti Italiani) ha rivelato che 8 italiani su 10 hanno pienamente fiducia nel farmacista per la gestione della propria salute e benessere, tanto da essere spesso la prima figura sanitaria a cui ci si rivolge per una consulenza medica, ancora prima di interpellare il proprio medico di base.

Con il recente DDL semplificazioni, approvato il 26 marzo 2024 dal Consiglio dei Ministri, la farmacia assume maggiore importanza per il sostegno ai cittadini.

Con questo Disegno di legge, infatti, aumentano i servizi sanitari erogabili per le farmacie.

Oltre ai vaccini antinfluenzali e contro il Covid, il farmacista, opportunamente formato e continuamente aggiornato grazie a specifici corsi abilitanti, potrà somministrare tutti i vaccini ai maggiori di 12 anni. Viene ampliata l’offerta di test diagnostici e telemedicina: sarà possibile prenotare un holter pressorio e cardiaco, l’elettrocardiogramma, tamponi salivali e orofaringei e test per valutare l’antibiotico-resistenza.

Si aggiunge anche la possibilità di dispensazione per conto delle strutture sanitarie dei farmaci e dei dispositivi medici necessari al trattamento dei pazienti in assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale.

Per i cittadini sarà inoltre possibile evitare code alle proprie ASL di riferimento per scegliere il proprio medico curante o il pediatra di libera scelta tra quelli convenzionati con il SSN:  la scelta potrà essere fatta nella nuova “farmacia dei servizi”.

Per l’erogazione da parte delle farmacie di questi servizi sanitari “i soggetti titolari di farmacia possono utilizzare locali separati da quelli ove è ubicata la farmacia. In detti locali è vietato il ritiro delle prescrizioni mediche e qualsiasi dispensazione o vendita di farmaci o di altri prodotti”.

Questi locali dovranno avere essere autorizzati dalle ASL di competenza, che dovranno accertare che vengano rispettati i requisiti di idoneità igienico-sanitaria e verificare “che questi ultimi ricadano nell’ambito della sede farmaceutica di pertinenza prevista in pianta organica e che siano situati a una distanza non inferiore a duecento metri dalle altre farmacie e dai locali ove sono svolti i servizi sanitari di pertinenza di altre farmacie”.

Le farmacie che amplieranno la proprie prestazioni avranno un’insegna ad hoc accanto alla tradizionale croce verde che le contraddistingue riportante la denominazione «Farmacia dei servizi», per consentire ai cittadini di identificare facilmente i servizi sanitari offerti.

Già con il Decreto Legislativo n. 153 del 2009 ci fu un passo avanti nel ruolo di protagoniste per le farmacie nel sistema sanitario: questo decreto introdusse nuovi servizi erogabili come le prestazioni analitiche  di prima istanza rientranti nell’ambito dell’autocontrollo (glicemia, trigliceridi, urine, emoglobina, etc.), la preparazione e la dispensazione a domicilio di miscele per la nutrizione artificiale e medicinali, la messa a disposizione del pubblico di operatori socio-sanitari per l’effettuazione a domicilio di specifiche prestazioni professionali richieste dal medico curante, la prenotazione di prestazioni  di  assistenza specialistica ambulatoriale presso le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, come un CUP, e la realizzazione di campagne di prevenzione delle principali patologie a forte impatto sociale.

In tempo di pandemia Covid, poi, fu chiaro il ruolo chiave del farmacista: non solo per la possibilità di eseguire tamponi antigenici alleggerendo così il carico di lavoro degli ospedali e ASL, ma per il sostegno psicologico e professionale che è stato in grado di fornire alla comunità e ad ogni singolo cittadino in un momento di paura ed incertezza.

Con questo Ddl, viene riconosciuto l’impegno dei farmacisti nello scenario sanitario italiano, non relegandoli a semplici “tiratori di cassetti”.

Claudia Manzan