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Tè verde ( EGCG ) nelle infezioni e nell’antibiotico resistenza

Tè verde (EGCG) nelle infezioni e nell’antibiotico resistenza

Sempre più, in ambito sanitario, i patogeni resistenti alle terapie farmacologiche stanno diventando un problema di pressante attualità. L’antibiotico resistenza è oramai un problema molto attuale purtroppo non solo in ambito ospedaliero ma anche extra-ospedaliero. Tale situazione è stata determinata da un inappropriato utilizzo di antibiotici in termini di mal-utilizzo e sovra-utilizzo in medicina umana ma anche per il loro impiego in ambito agrario e zootecnico.

Tutto ciò ha determinato la selezione di ceppi batterici resistenti alle principali terapie antibiotiche. Nella lotta alla sopravvivenza le specie (animali, vegetali, batteriche, virali…) evolvono, e sopravvivono quelle che si adattano meglio all’ambiente, attraverso il meccanismo della selezione naturale.

Quando noi somministriamo un farmaco (antibiotico, antivirale, anti-fungino) solitamente non riusciamo ad uccidere tutta la popolazione di patogeni ma agevoliamo il nostro sistema immunitario nella lotta ai patogeni. Ovviamente se il dosaggio non risulta adeguato l’insorgenza di resistenza viene accelerata.
Il miglior sistema di difesa resta senza dubbio il nostro sistema immunitario, il quale però necessita di alcuni giorni per attivarsi e a prendere il sopravvento, e non sempre gli agenti patogeni gli danno questo tempo. Altre volte gli agenti patogeni sono così abili, da ingannarlo, riuscendo a proliferare senza venir attaccati dallo stesso. La malattia ha un avvio subdolo e cronicizza.

In questa costante lotta per la sopravvivenza si è inserita la scienza con i farmaci  che vanno o ad aiutare il nostro sistema di difesa, o a indebolire la capacità di sopravvivere dei patogeni. La resistenza ai farmaci è quindi una “strategia” evolutiva dei nostri piccoli nemici contro la quale dovremo necessariamente trovare sempre nuove risposte. Il primo grande amico contro i grandi killer del passato ce lo fornì un altro microorganismo il Penicillum Notatum, fungo che naturalmente produce la penicillina, il primo antibiotico utilizzato in terapia. La penicillina si merita sicuramente l’appellativo di farmaco che ha salvato il maggior numero di vite umane.

Ma i batteri non sono stati a guardare, l’evoluzione ha selezionato le specie che riuscivano a resistere alla penicillina producendo un enzima che la degrada, la penicillasi. Beh, neppure noi siamo rimasti fermi, abbiamo trovato una sostanza che blocca la penicillasi (acido clavulanico) e quindi i batteri sono tornati sensibili alla penicillina e sostanze simili (antibiotici beta lattamici).

Purtroppo con l’andare del tempo alcuni batteri sono diventati resistenti a quasi tutto, al punto di meritarsi l’appellativo di panresistenti o multi-resistenti.

Da questo quadro si può facilmente immaginare che nuove armi per sconfiggere queste patologie riemergenti sono un’impellente necessità per salvare vite.

Una sostanza, tra tutte quelle studiate, mi ha notevolmente affascinato, per il numero di articoli pubblicati sulla sua attività anti-infettiva  e lo spettro d’azione:  l’epigallocatechina gallato, il principale polifenolo contenuto nel tè verde.

Tra le tante attività paventate, l’EGCG gode di molteplici attività anti-infettive  1 (agisce infatti su virus, batteri e funghi).

E’ un ottimo antivirale, dimostrando una buona attività nei confronti del virus dell’Herpes  2 e dell’influenza 3. Recenti studi ne postulano anche un interessante utilizzo nelle ultime emergenti patologie  virali trasmesse dalle zanzare, come i flavivirus: Zika virus, West Nile Virus, Dengue virus 4.

Manifesta inoltre un’interessante azione di inibizione della replicazione di Legionella Pneumophila 5nei macrofagi (la Legionella parassita i macrofagi e li usa per replicarsi).

Ma forse l’attività più interessante la esplica nei confronti di molteplici ceppi batterici antibiotico resistenti, che ultimamente fanno notevolmente preoccupare l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’Acinetobacter baumannii è spesso responsabile di infezioni ospedaliere, e ultimamente sono emersi ceppi multi-resistenti dello stesso. Un recente studio del 2017 6 suggerisce che l’EGCG in associazione agli antibiotici beta lattamici possa essere d’aiuto nelle forme antibiotico resistenti.

Nei confronti della famigerata Klebsiella Pneumoniae  (che ha un alto tasso di mortalità) la combinazione ciprofloxacina EGCG  7 aumenta di 17 volte la concentrazione dell’antibiotico nel batterio.

Anche l’Escherichia Coli e Pseudomonas Aeruginosa nelle forme antibiotico resistenti vengono  inibite dalla nostra sostanza  8 dimostrando così uno spettro d’azione veramente notevole.

Altri studi evidenziano invece l’attività della combinazione di EGCG + oxitetraciclina  9 nei confronti dello stafilococco aureo multi-resistente.

Pure nei confronti del Mycobacterium tubercolosis l’EGCG esplica un’interessante azione come un recente studio del 2018 dimostra 10 .

Ma la nostra poliedrica catechina esibisce anche una marcata attività nei confronti dei funghi patogeni  11  e un’attività sinergica con gli antimicotici sulle infezioni sostenute da candida species12

Difficilmente ho notato un così ampio spettro di attività in una sostanza, speriamo che ulteriori ricerche in ambito clinico facciano di questa promettente catechina una nuova arma per l’emergente problema delle infezioni multi resistenti.

dr. Renzo Toffolo

ringrazio per la solerte revisione dell’articolo il

Dott. Massimo Crapis

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